Sul male e il bene, la fede e la scienza.

Il signor Ratzinger ha detto ieri in Austria: “Se per l’uomo non esiste una verità egli, in fondo, non può neppure distinguere tra il bene e il male. E allora le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive importanti per il bene, per la salvezza dell’uomo, ma anche, lo vediamo, diventare una terribile minaccia, la distruzione dell’uomo e del mondo”.

Non sono d’accordo.
Per gli uomini razionali, giusti, onesti, umani e senza un dio personale esiste una verità, che non è la Verità facile e rivelata da chicchessia (si noti la minuscola e la maiuscola e l’uso di uno e la), ma la dura verità dei fatti e della propria coscienza, cioè la consapevolezza.
E come si raggiunge la consapevolezza?
Semplice, lo dice anche il Buddha illuminato, la consapevolezza si raggiunge con l’onesta osservazione dei fatti e il ragionamento su di essa, ovvero, dico io, la scienza.

Ma il sig.Ratzinger ci dice che è possibile giungere alla Verità non con la conoscenza ma solo con la fede.
Ma io mi chiedo come è possibile distinguere il bene dal male senza consapevolezza del reale e singola umana responsabilità dei pensieri e delle azioni?

Vediamo infatti che sono proprio le “grandi e meravigliose conoscenze della scienza” a permetterci di prendere coscienza di noi stessi e consapevolezza del mondo dandoci strumenti per distinguere tra il bene e il male.

La Verità insondabile, inconcepibile e indiscutibile (cioè che non si può mettere alla prova dei fatti e della realtà) che ogni religione diversamente oppone alle altre non esiste semplicemente perchè non è unica, universale, verificabile (cosa assai importante per qualunque piccola verità e in special modo per la Verità Assoluta tanto cara a Ratzinger).
Ecco perchè ad una ignoranza assoluta (sinonimo di fede in una Verità Assoluta non verificata e non verificabile) io preferisco di gran lunga una consapevolezza e una verità imperfetta e in continua evoluzione (per usare un gergo informatico una verità “always in beta”).

Esorto dunque i miei tre lettori a leggere criticamente le parole dei capi religiosi e degli stessi scienziati, perchè la critica insieme alla ragione e alla consapevolezza sono gli unici antidoti ai mali che possono scaturire appunto dai pensieri e dalle azioni degli uomini.

Vi lascio con questi due bellissimi algoritmi di scienza e fede:

Science vs. faith

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